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Antiriciclaggio 2026: la scadenza del 27 maggio e la nuova autovalutazione del rischio per i Professionisti

Il conto alla rovescia è iniziato. Per i professionisti dell’area contabile e giuridica, la data del 27 maggio 2026 non è un semplice promemoria sul calendario, ma un vero e proprio spartiacque normativo.
Entro questa data, infatti, ogni studio professionale deve aver completato l’aggiornamento periodico dell’autovalutazione del rischio ai sensi della Regola Tecnica n. 1 del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC).

In un panorama normativo sempre più stringente, dove la lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo è diventata una priorità assoluta per le autorità europee e nazionali, il professionista non è più un semplice spettatore, ma una “sentinella” attiva del sistema finanziario.
Ma come affrontare questo adempimento senza affogare nella burocrazia? E soprattutto, come trasformare un obbligo di legge in un’opportunità per migliorare l’organizzazione interna del proprio studio?

In questo articolo esploreremo i dettagli della normativa, l’importanza del nuovo Modello AV.0 e come la Guida Operativa di AteneoWeb possa diventare un alleato strategico.

Il quadro normativo: dalla regola tecnica n. 1 all’Informativa 57/2026

L’obbligo di autovalutazione del rischio non è una novità assoluta, ma le modalità con cui deve essere assolto si sono evolute drasticamente. 
Il CNDCEC, attraverso le sue Regole Tecniche, ha il compito di declinare i principi generali del D.Lgs. 231/2007 in istruzioni pratiche e vincolanti per gli iscritti.
La Regola Tecnica n. 1 stabilisce che il professionista debba valutare il rischio di riciclaggio cui è esposto il proprio studio, tenendo conto della tipologia di clientela, dell’area geografica di operatività, dei servizi offerti e della struttura organizzativa dello studio stesso.
Con l’Informativa n. 57 del 2026, il Consiglio Nazionale ha compiuto un passo ulteriore, fornendo la modulistica aggiornata e, in particolare, il modello AV.0. Questo documento non è una semplice “check-list”, ma un’analisi metodologica che richiede una riflessione profonda sulla natura stessa della propria attività professionale.

Perché l’Autovalutazione è il cuore del sistema antiriciclaggio

Molti professionisti vedono l’antiriciclaggio come un cumulo di scartoffie da compilare “una tantum”. Questo è l’errore più pericoloso che si possa commettere. L’approccio basato sul rischio (Risk-Based Approach) è il pilastro su cui poggia l’intera normativa comunitaria.
L’autovalutazione serve a determinare il “rischio residuo” dello studio. Questo processo si divide essenzialmente in tre fasi:
  1. valutazione del rischio inerente: quanto è “appetibile” il mio studio per chi vuole riciclare denaro? Se mi occupo, per esempio, di operazioni transfrontaliere, costituzioni di trust o cessioni di quote in settori opachi, il rischio inerente è alto;
  2. valutazione dei presidi di controllo: quali misure ho adottato per mitigare il rischio? Ho procedure scritte? Faccio formazione ai dipendenti? Utilizzo software di monitoraggio?
  3. determinazione del rischio residuo: è ciò che rimane dopo aver applicato i presidi al rischio inerente. Se il rischio residuo è troppo elevato, il professionista deve intervenire immediatamente per potenziare le difese dello studio.

Il Modello AV.0: cosa cambia e come compilarlo

Il nuovo modello AV.0 messo a disposizione dal CNDCEC è lo strumento principe per questo adempimento. La sua struttura è pensata per guidare il professionista in un’analisi oggettiva. 
I punti focali su cui concentrarsi sono:
  • organizzazione dello Studio: dimensione, numero di addetti e complessità della struttura. Un ufficio con dieci collaboratori ha esigenze diverse rispetto a un professionista singolo;
  • formazione: non basta aver fatto un corso cinque anni fa. La normativa richiede un aggiornamento continuo e documentabile;
  • clientela: chi sono i vostri clienti? Sono persone fisiche locali o società con strutture proprietarie complesse e beneficiari effettivi nascosti in giurisdizioni a rischio?
  • prestazioni professionali: alcune attività sono intrinsecamente più rischiose, come la consulenza in operazioni societarie straordinarie o la gestione di patrimoni.

Le sanzioni: perché non si può sbagliare

Ignorare la scadenza del 27 maggio 2026 o redigere un’autovalutazione superficiale espone il professionista a rischi gravissimi. Le sanzioni previste dal D.Lgs. 231/2007 sono state inasprite nel corso degli anni e comprendono:
  • sanzioni amministrative pecuniarie che possono raggiungere cifre considerevoli, spesso proporzionate alla gravità della violazione;
  • sanzioni disciplinari: l’Ordine professionale può intervenire con sospensioni o altre misure correttive;
  • danni reputazionali: in un mercato basato sulla fiducia, una contestazione per violazione della normativa antiriciclaggio può distruggere decenni di carriera.
Inoltre, in caso di controlli da parte della Guardia di Finanza o dell’UIF (Ufficio di Informazione Finanziaria), la mancanza dell’autovalutazione è il primo segnale di una gestione negligente degli obblighi.

La Guida operativa di AteneoWeb

Davanti a una mole così imponente di obblighi, il “fai-da-te” rischia di essere inefficiente e rischioso. È qui che si inserisce la proposta di AteneoWeb, da sempre leader nella fornitura di strumenti pratici per i commercialisti.
La guida operativa completa per l’adeguamento alle Regole Tecniche CNDCEC non è un semplice manuale teorico, ma un pacchetto di lavoro pronto all’uso.
Cosa include il pacchetto AteneoWeb?
  1. modelli modificabili: documenti Word ed Excel che consentono di personalizzare le procedure dello studio in base alle reali esigenze, senza dover partire da zero;
  2. fogli di calcolo per il Risk Scoring: strumenti automatizzati che aiutano a calcolare il punteggio di rischio per ogni cliente e per lo studio complessivo, riducendo il margine di errore umano;
  3. procedure operative: istruzioni chiare per i dipendenti e i collaboratori dello studio su come gestire l’adeguata verifica e la conservazione dei documenti;
  4. aggiornamento continuo: la guida tiene conto di tutte le novità introdotte dalle ultime circolari CNDCEC, garantendo che il vostro studio sia sempre in linea con le aspettative delle autorità di vigilanza.
Potete trovare tutti i dettagli e acquistare il pacchetto direttamente a questo link.

Consigli pratici per una gestione efficiente entro il 27 maggio

Mancano pochi giorni alla scadenza. Ecco una tabella di marcia suggerita per non ridursi all’ultimo momento:
  • recuperare l’ultima autovalutazione effettuata e confrontarla con il nuovo modello AV.0. Identificare le lacune;
  • acquisire strumenti di supporto come la Guida di AteneoWeb per avere una base solida e conforme
  • analizzare il portafoglio clienti attuale. Ci sono state variazioni significative nell’ultimo anno? Sono entrati nuovi clienti in settori ad alto rischio?
  • coinvolgere lo staff. L’antiriciclaggio è un lavoro di squadra. Formare i collaboratori sulla raccolta dei dati per l’adeguata verifica è fondamentale;
  • finalizzare il documento di autovalutazione, firmarlo digitalmente e conservarlo nel fascicolo antiriciclaggio dello studio.

Conclusione

L’antiriciclaggio non deve essere vissuto come un nemico della produttività dello Studio, ma come un protocollo di qualità. Essere conformi significa proteggere se stessi, il proprio Studio e l’integrità del sistema economico nazionale.

La scadenza del 27 maggio 2026 è un appuntamento inderogabile. Grazie ai modelli aggiornati del CNDCEC e al supporto operativo offerto da AteneoWeb, i professionisti hanno oggi tutti gli strumenti per gestire questo adempimento con serenità, precisione e professionalità.
Non aspettate l’ultimo giorno: consultate alla pagina informativa del documento e assicuratevi che il vostro studio sia all’altezza delle sfide del 2026. La sicurezza del vostro lavoro passa per una corretta prevenzione.
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